Benessere aziendale e welfare sanitario: cosa puoi dedurre fiscalmente (e cosa no)

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Quando le aziende pensano al benessere dei propri lavoratori, spesso lo fanno con un occhio al costo. Ed è giusto: le risorse vanno allocate con criterio. Ma quello che molte imprese non sanno è che i programmi di promozione della salute in azienda possono portare vantaggi fiscali concreti, che in alcuni casi coprono una parte significativa dei costi.

La deducibilità dei costi per il benessere aziendale

I costi sostenuti dall’azienda per attività di promozione della salute e benessere dei lavoratori possono essere dedotti come costi d’impresa, a determinate condizioni. In linea generale, le spese devono essere documentate e tracciabili, rivolte ai lavoratori dipendenti e coerenti con un piano di welfare aziendale strutturato. Le attività che rientrano tipicamente in questa categoria includono: screening di prevenzione, check-up aziendali, campagne vaccinali, corsi di attività fisica, programmi nutrizionali, webinar sulla salute.

Il modello OT24 di INAIL

Uno degli strumenti più interessanti per le aziende che investono in salute e sicurezza è il modello OT24 di INAIL, che permette di ottenere una riduzione del tasso di premio assicurativo. La riduzione varia in base alla dimensione dell’azienda:

  • fino a 10 lavoratori: riduzione del 28%
  • da 11 a 50 lavoratori: riduzione del 18%
  • da 51 a 200 lavoratori: riduzione del 10%
  • oltre 200 lavoratori: riduzione del 5%

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve dimostrare di aver adottato, nell’anno precedente, misure per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza superiori a quelle previste dalla legge. Tra queste misure rientrano esplicitamente le attività di promozione della salute.

Il cuneo fiscale e il welfare aziendale

Alcune prestazioni di welfare aziendale sono escluse dalla base imponibile per il calcolo del cuneo fiscale, il che significa che il lavoratore le riceve senza che vengano tassate come reddito da lavoro, e l’azienda le deduce come costo. Tra queste rientrano, entro certi limiti, le prestazioni sanitarie integrative e alcune forme di check-up medico. Ti consigliamo di verificare con il tuo consulente fiscale o del lavoro quali prestazioni puoi includere nel tuo piano.

Cosa non è deducibile (o è deducibile solo in parte)

Non tutte le spese per il benessere dei lavoratori sono automaticamente deducibili. Le prestazioni erogate in modo occasionale, non documentate o rivolte solo ad alcune categorie di lavoratori senza criteri oggettivi possono non essere riconosciute. Anche le spese per attività di tipo ricreativo o conviviale hanno una deducibilità limitata.

Come lavoriamo in Sapal

Quando costruiamo un programma di promozione della salute aziendale, lo facciamo sempre con un’attenzione alla struttura: documentazione, tracciabilità, coerenza con il DVR e con il piano di welfare. Non siamo consulenti fiscali, ma lavoriamo in coordinamento con i professionisti che seguono le aziende nostre clienti per assicurarci che ogni programma sia strutturato nel modo corretto.

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