Lavoratori in trasferta all’estero: quali obblighi ha il datore di lavoro sulla salute?

trasferta aereo

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Quando un lavoratore parte per una trasferta all’estero, la responsabilità del datore di lavoro per la sua salute e sicurezza non si ferma ai confini nazionali. È un aspetto che molte aziende gestiscono ancora in modo improvvisato, confidando nel fatto che “di solito non succede niente”. In realtà, la normativa è chiara, e le conseguenze di una gestione inadeguata possono essere significative.

Il quadro normativo

Il D.Lgs. 81/08, all’articolo 12, stabilisce che le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro si applicano anche ai lavoratori distaccati all’estero. Il datore di lavoro è quindi tenuto a valutare i rischi specifici legati alla destinazione e all’attività svolta, e ad adottare misure di prevenzione adeguate.

L’Interpello n. 11/2016 del Ministero del Lavoro ha chiarito ulteriormente questo obbligo, specificando che la valutazione del rischio per i lavoratori in trasferta deve includere anche i rischi sanitari specifici della destinazione: malattie endemiche, rischi alimentari e idrici, condizioni climatiche estreme, situazioni di instabilità politica o sanitaria.

Cos’è il counseling vaccinale

Il counseling vaccinale è la consulenza medica che precede la partenza di un lavoratore per una destinazione a rischio sanitario. Non si tratta solo di decidere quali vaccini fare: è una valutazione personalizzata che tiene conto della destinazione specifica, della durata e del tipo di attività svolta, dello stato di salute del lavoratore e della sua storia vaccinale.

Il risultato è una relazione scritta con le raccomandazioni vaccinali, le profilassi farmacologiche eventualmente necessarie e le indicazioni comportamentali per ridurre il rischio durante il soggiorno.

Perché non è solo una buona pratica

Molte aziende gestiscono le trasferte estero come se il rischio sanitario fosse solo una questione di buon senso del lavoratore. Ma la realtà normativa è diversa: se un lavoratore si ammala durante una trasferta per una patologia che avrebbe potuto essere prevenuta, e il datore di lavoro non aveva fatto una valutazione del rischio e adottato misure preventive, la responsabilità è del datore di lavoro.

Le destinazioni ad alto rischio

Le destinazioni che richiedono una valutazione più attenta sono generalmente quelle dell’Africa subsahariana, del Sud-Est asiatico, dell’America Latina e di alcune aree del Medio Oriente. Ma anche destinazioni apparentemente “facili” possono presentare rischi specifici. Il counseling vaccinale permette di fare una valutazione caso per caso, destinazione per destinazione, senza applicare protocolli generici.

Come lavoriamo in Sapal

In Sapal offriamo un servizio di counseling vaccinale per lavoratori in trasferta, gestito da personale sanitario con esperienza in medicina dei viaggi. La consulenza avviene prima della partenza, anche da remoto, e produce una relazione scritta che documenta la valutazione del rischio e le misure adottate. Questo documento è importante non solo per la tutela del lavoratore, ma anche per la responsabilità del datore di lavoro.

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